Il Dott. Stefano Tassin: “Grazie a GONDOLA i pazienti camminano senza pensarci”

Il 12 gennaio 2017 il Dottor Stefano Tassin, fisioterapista, è stato intervistato in diretta da Parkinson Live.

Il Dott. Tassin si occupa di neuroriabilitazione, in particolare è lo scopritore della terapia AMPS erogata da GONDOLA.

Una scoperta casuale.

Durante l’intervista ha spiegato di aver scoperto il trattamento durante una sperimentazione scientifica non inerente all’ambito Parkinsoniano.

In questo trial era inserito un paziente parkinsoniano con disturbi del cammino molto forti che, stimolato in alcuni punti del piede, ha immediatamente ripreso a camminare correttamente. Da questa osservazione è partito tutto il processo di studio che ha portato a realizzare la terapia AMPS.

Gli effetti della stimolazione hanno sorpreso il mondo scientifico.

Questa reazione ha inizialmente lasciato increduli i medici e, in particolare, i neurologi perché non si pensava possibile che il sistema nervoso periferico potesse influenzare quello centrale.

Rivedere le basi della neurologia è stata una cosa molto difficile su cui abbiamo inizialmente trovato molto scetticismo.

“Fortunatamente”, racconta Tassin, “abbiamo anche incontrato ricercatori che, sulla base dell’evidenza clinica, hanno avviato gli studi scientifici che ci hanno permesso di validare questa scoperta”.

L’avvio di trial scientifici.

Gli studi clinici finora pubblicati si sono concentrati sull’osservazione degli effetti della stimolazione GONDOLA sui sintomi assiali, cioè quelli del cammino e dell’equilibrio, che sono quelli che rispondono meno alle terapie farmacologiche.

La stimolazione GONDOLA aiuta nel trattamento dei disturbi motori.

I miei pazienti mi dicono che riescono finalmente a camminare senza pensarci.

Durante l’intervista è stata anche mostrata la GONDOLA e illustrato il suo funzionamento.
GONDOLA eroga una stimolazione in due punti topici dei piedi, la punta dell’alluce e sotto la pianta del piede.

“La difficoltà nella messa a punto della terapia”, racconta Tassin, “è stata non solo nell’individuazione dei punti corretti, ma anche della frequenza, della durata e della pressione dello stimolo”.

Dagli studi clinici si è potuto osservare che la stimolazione invia un impulso al cervello, attivando alcune aree coinvolte nel movimento e nel coordinamento motorio.

Una malattia della famiglia.

“Quando parliamo della malattia di Parkinson”, racconta Tassin, “parliamo di una malattia della famiglia perché l’impatto coinvolge non solo il paziente ma anche il coniuge, i figli e i parenti”

Non sono rari i casi in cui il compagno o la compagna lasciano il lavoro per assistere meglio la persona malata con gravissime ripercussioni economiche e sociali, oltre che, in primis di qualità della vita.

Riuscire a prolungare il più possibile l’indipendenza motoria, permette di ottenere un risultato molto importante in termini di qualità della vita, soprattutto se pensiamo al Parkinson giovanile che ha un’incidenza sempre più elevata.

Gli studi continuano.

La stimolazione AMPS erogata da GONDOLA è un fenomeno ancora in fase di studio, soprattutto per determinare ancora meglio i meccanismi neurofisiologici che vengono attivati. Dall’esperienza clinica di oltre cinque anni, oltre che dagli studi clinici fatti, possiamo dire che è una terapia efficace sui sintomi motori e non su altri, come per esempio il tremore, e che apporta maggiori benefici nelle fasi medio-avanzate della malattia.

Integrazioni con altri trattamenti.

Il Parkinson è una patologia complessa e ogni Parkinson è diverso dall’altro. Di conseguenza la terapia va disegnata sul paziente, costruendo una versa e propria strategia che integra diversi trattamenti a seconda dei casi, per esempio la dopamina, sempre necessaria per contrastare la rigidità, la DBS per il tremore e GONDOLA per i sintomi assiali.

L’approvazione dell’FDA

Abbiamo anche avviato l’iter per certificare GONDOLA sul mercato americano. L’approvazione della Food and Drug Administration, l’Ente che autorizza la commercializzazione di farmaci e dispositivi medici sul territorio statunitense, è una procedura lunga e complessa.

Tuttavia, grazie ai risultati documentati dagli studi clinici svolti finora e alla sostanziale assenza di presidi in grado di trattare i sintomi motori nel Parkinson, GONDOLA è stato inserito dalla stessa FDA tra i dispositivi riconosciuti come prioritari e ammessa all’interno di una procedura accelerata.