Un nuovo smartwatch potrebbe aiutare nella diagnosi del Parkinson

Un nuovo smartwatch potrebbe aiutare nella diagnosi del Parkinson

Una ricerca italo-britannica ha sviluppato un economico orologio da polso che, grazie a un test di soli 10 secondi, è in grado di distinguere se un tremore è causato da Parkinson o se si tratta di tremore essenziale, disturbo che non presenta un’evoluzione progressiva, a differenza del Parkinson che è una malattia neurodegenerativa, e che ha bisogno di essere trattata con altre terapie.

L’innovativo smartwatch è stato sviluppato dai ricercatori dell’Università Campus Biomedico di Roma in collaborazione con i colleghi dell’Università di Oxford. Il brevetto è già stato depositato.

Meglio la diagnosi tradizionale?

La scorsa settimana durante il Congresso Internazionale su Parkinson e disturbi del movimento, a Vancouver, sono stati presentato i risultati, già precedentemente pubblicati su Brain, relativi all’utilizzo del dispositivo su molti pazienti.

Il progetto è nato presso l’Università Campus Biomedico di Roma, il primo autore della ricerca e co-titolare del brevetto è infatti il Dott. Lazzaro Di Base, neurolo presso il Campus, il quale spiega:

«Da molti anni i neurologi tentavano di arrivare a ciò che abbiamo scoperto: un indice diagnostico non invasivo della malattia di Parkinson con un’accuratezza vicina al 92 per cento».

I risultati ottenuti dallo studio sembrerebbero dimostrare che il nuovo dispositivo sia nettamente migliore rispetto alla diagnosi clinica e anche alla Spect cerebrale, esame diagnostico che utilizza un tracciante radio-nucleare per distinguere la classe di parkinsonismi da quella dei tremori essenziali. Per eseguire la Spect è inoltre necessario utilizzare raggi dannosi per la salute, non tutti gli ospedali la dispongono, a causa dei suoi costi elevati, con conseguente allungamento delle liste d’attesa.

Dott. Pezzoli: “Interessante ma non risolutivo”

Secondo il Dott. Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson Cto di Milano e presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani, ritiene che il dispositivo è molto interessante, ma comunque non applicabile a chiunque soffra di Parkinson, infatti solo il 60-70% dei pazienti affetti da questa patologia presenta come disturbo il tremore.

«E i restanti pazienti che non hanno ne avranno mai tremore che pure hanno un Parkinson certo? Lo strumento è in grado di riconoscere il tremore di riposo da quello di movimento (tremore essenziale) ma almeno il 10% dei pazienti con Parkinson ha anche tremore essenziale. È quindi un apparecchio interessante, perché a basso costo, ma certo non risolutivo».

La risposta del Dott. Lazzaro Di Biase

Il Dott. Di Biase però controbatte sostenendo che a 1 paziente su 5 viene erroneamente diagnosticata la malattia di Parkinson, mentre a 1 su 3 viene erroneamente diagnosticato il tremore essenziale.

«Circa il 70 per cento dei pazienti con Parkinson presenta tremore, quindi questo nuovo strumento può essere utile per la maggior parte dei pazienti. Inoltre, uno dei punti di forza di questo dispositivo è la capacità di diagnosi accurata proprio nelle situazioni in cui anche i neurologi più esperti possono sbagliare, ovvero nei casi in cui un paziente affetto da Parkinson si presenta con un tremore posturale tipico del tremore essenziale o quando un paziente con tremore essenziale si presenta con un tremore a riposo tipico di un paziente con malattia di Parkinson».