Un videogioco per trattare i sintomi della malattia di Parkinson

Un videogioco per trattare i sintomi della malattia di Parkinson

Il Brain and Spine Institute (ICM) è un centro di ricerca di livello internazionale sulle malattie del sistema nervoso (neurologia e psichiatria) che riunisce pazienti, medici e ricercatori nello stesso luogo per favorire lo sviluppo di prodotti e metodi innovativi di prevenzione, diagnosi e terapia.

Negli ultimi anni, le nuove tecnologie applicate in ambito sanitario sono state viste come opportunità promettenti ed emergenti per trattare pazienti con malattie del sistema nervoso come la malattia di Parkinson.

Queste malattie neurodegenerative rappresentano una grande sfida, poiché dati recenti stimano che a 165 milioni di europei verrà diagnosticata una malattia neurologica, il che rappresenta un incredibile costo per l’economia, si parla di 1,5 milioni di euro al minuto.

Il commercio di videogame applicato in un contesto non ricreativo è un potenziale e rivoluzionario modo di effettuare riabilitazione per le persone con disturbi neurologici.

Tuttavia ci sono enormi differenze tra questi strumenti e le strategie usate dagli specialisti, tali approcci non è detto che siano adattati ai disturbi del paziente a livello individuale e pertanto è necessario valutarne l’uso caso per caso.

Demenza e cadute: due gravi problemi di salute negli anziani

Con l’invecchiamento della popolazione, negli ultimi trent’anni sono emersi due importanti problemi di salute: demenza e cadute.

La demenza e le cadute sono state collegate a un aumento della morbosità e della mortalità con scarsa qualità della vita ed esclusione sociale, presentando anche un elevato costo sanitario.

Si stima che 50 milioni di persone vivano con demenza in tutto il mondo, di cui la maggior parte delle persone affette da Alzheimer, eppure sembra che solo il 20-50% delle persone abbia ricevuto la giusta diagnosi.

Le cadute rappresentano la prima causa di morte legata a disabilità nelle persone di età superiore a 75 anni. Nel 60% delle cadute il paziente presenta un disturbo neurologico. La malattia di Parkinson rappresenta la patologia più frequente in questa popolazione con 6,3-10 milioni di persone in tutto il mondo.

Sia l’Alzheimer che il Parkinson sono malattie neurodegenerative senza un trattamento in grado di curarle o interrompere la loro progressione e nemmeno di migliorare significativamente il deficit cognitivo o le cadute. In maniera preoccupante, il numero di persone affette da queste malattie si suppone che raddoppierà entro il 2030.

Disturbi del cammino, cadute e malattia di Parkinson e strategie di riabilitazione

Le cause dei disturbi del cammino e le cadute nella malattia di Parkinson non sono ancora completamente note.

Da un punto di vista neuropatologico, la malattia di Parkinson è in primis correlata alla perdita di neuroni che producono dopamina all’interno delle strutture cerebrali profonde. Ciò porta al verificarsi di disturbi motori classici come tremore, rigidità e lentezza del movimento (o acinesia).

Terapie per migliorare i sintomi: farmaci e riabilitazione

Questi disturbi motori migliorano con l’assunzione di dopamina usando trattamenti farmacologici medici. I disturbi del cammino e dell’equilibrio con le cadute compaiono più avanti nel corso della malattia.

Questi segni sono stati collegati a ulteriori lesioni cerebrali o disfunzioni nelle regioni frontali corticali e del tronco cerebrale e sono resistenti ai farmaci dopaminergici o ad altri farmaci, oltre che alla chirurgia.

I programmi di riabilitazione mirati al cammino e all’equilibrio sono ampiamente utilizzati nella pratica clinica per massimizzare le funzionalità attraverso la riabilitazione motoria. Negli ultimi 20 anni, nel Parkinson sono stati proposti sempre più metodi che coinvolgono attività fisica.

In cosa consiste la riabilitazione motoria per i malati di Parkinson

L’obiettivo principale dell’attuale programma di riabilitazione per la malattia di Parkinson è di attivare la funzione motoria utilizzando programmi di allenamento generali, compresi esercizi per la salute cardiovascolare, per sviluppare la forza, libertà di movimento, per la postura, per la andatura, per la coordinazione ed equilibrio; o strategie comportamentali specializzate per insegnare a compensare i sintomi.

Ad esempio, stimoli esterni, come stimoli uditivi, visivi o tattili, sono utilizzati per ottenere passi più grandi, velocità di cammino più elevata e migliorare la postura. I soggetti devono anche concentrare la loro attenzione su aspetti chiave del movimento per sostituire gli automatismi.

I benefici della terapia fisica

È stato proposto un gran numero di tecniche fisioterapiche che hanno anche dimostrato di migliorare le prestazioni motorie e la qualità di vita nei pazienti con Parkinson senza differenze significative tra queste varie strategie. Tuttavia, per essere efficace, la riabilitazione richiede che l’individuo si impegni praticando con regolarità esercizi intensi e mirati.

Un aspetto importante della terapia riabilitativa è che un paziente ha l’opportunità di interagire in modo significativo con gli oggetti nell’ambiente e di ricevere un feedback positivo e mirato sulle loro prestazioni in modo da migliorare la terapia stessa.

Il livello di impegno o motivazione del paziente è anche un elemento integrante all’apprendimento attraverso meccanismi neuroplastici. Tale combinazione di elementi chiave per efficaci strategie di riabilitazione sono integrate in programmi più complessi che utilizzano la danza o le arti marziali, con benefici significativi recentemente riportati nei pazienti con Parkinson.

Infine, quasi tutti i tipi di metodi di riabilitazione danno benefici nella malattia di Parkinson, a patto che siano adeguati alle esigenze del paziente e vengano mantenuti nel tempo.

Terapia riabilitativa abbinata alle nuove tecnologie

L’arrivo di nuove tecnologie, come la realtà virtuale, offre l’opportunità di combinare ciascuna delle caratteristiche principali per garantire la migliore efficacia di un trattamento in modo individuale, motivante e coinvolgente.

La realtà virtuale accoppiata con il tapis roulant o il ciclismo ha prodotto benefici per i pazienti con Parkinson sulla loro andatura, dimostrandosi in grado di ridurre le cadute.

Usare la realtà virtuale rappresenta quindi un approccio divertente e piacevole per trattare i pazienti, con la possibilità di essere eseguiti a casa e all’occorrenza.

Giocare per riabilitare i pazienti Parkinson

Alcuni giochi in commercio sono stati testati in piccoli gruppi di pazienti parkinsoniani utilizzando Xbox KinectTM o WiiTM con risultati interessanti. Tuttavia, in media, i giochi in commercio sono troppo difficili per i pazienti con Parkinson, portando a una mancanza di motivazione, emozioni negative e delusione.

Per colmare le lacune tra i giochi in commercio e la disabilità Parkinson, e per promuovere la riabilitazione utilizzando tale approccio, è stato prodotto un videogame personalizzato progettato per trattare i disturbi del cammino e le cadute nel Parkinson.

Il gioco è stato progettato utilizzando un approccio multidisciplinare con fisioterapisti, neurologi e ingegneri all’interno del laboratorio Brain e-Novation presso il Brain and Spine Institute (Parigi, Francia).

Un gioco specifico per i malati parkinsoniani

Il gioco si chiama “Toap Run” ed è stato visualizzato su uno schermo con il paziente posizionato di fronte ad esso.

Per giocare, utilizzando il sensore di movimento Kinect, il paziente deve muovere sia gambe che braccia con movimenti molto ampi e rapidi in modo da far muovere l’avatar (un piccolo animale) attorno a tre diversi ambienti (un giardino, un carrello della miniera e una tavola da surf su un lago), con suoni (musica ritmica) e indicazioni visive (pezzi da prendere).

Per convalidare questo nuovo strumento terapeutico, sarà necessario eseguire tre diversi programmi di ricerca clinica. Innanzitutto, è stata esaminata la fattibilità e l’ammissibilità dell’allenamento con videogiochi in uno studio pilota su 10 pazienti con malattia di Parkinson in stadio avanzato di malattia con disturbi del cammino e cadute.

L’esito dello studio sul videogame

I pazienti hanno eseguito 18 sessioni di allenamento presso l’istituto, con due/tre sessioni a settimana. La difficoltà del gioco è stata progressivamente aumentata nel tempo, così come la durata (da 15 a 42 minuti tra la prima e l’ultima sessione) e il numero di movimenti (da 210 a 930).

La disabilità motoria è stata valutata prima e dopo gli allenamenti con videogiochi nel laboratorio di cammino e movimento.

Il videogame è stato ben accettato dai pazienti, sette di loro che hanno trovato il gioco “divertente”. I pazienti hanno anche ottenuto buoni risultati nel gioco, con un tasso di successo complessivo del 94%.

È stato anche osservato un miglioramento significativo dei disturbi del cammino, con aumento della lunghezza del passo e della velocità e scomparsa di cadute in sette pazienti. Questi primi risultati suggeriscono che il gioco è fattibile e adattato per parkinsoniani che soffrono di disturbi e cadute di cammino.

I prossimi passi per validare il gioco come terapia riabilitativa

I prossimi passi saranno:

  • Convalidare l’efficacia dell’allenamento riabilitativo con il videogame “Toap Run” a casa in uno studio controllato con 50 pazienti affetti da Parkinson che soffrono di disturbi del cammino e cadute;
  • Valutare il suo impatto medico-economico;
  • Infine, capire come tale formazione possa contribuire alla plasticità cerebrale e promuovere la riparazione del cervello, come suggerito nei modelli animali del Parkinson, usando tecniche di neuroimaging precise.

Queste nuove tecnologie aprono nuovi modi di considerare le possibilità terapeutiche in queste malattie neurodegenerative, a condizione che siano adeguatamente validate nei pazienti.

Ciò si inserisce nel contesto della medicina mirata al singolo paziente, in relazione alle difficoltà proprie del paziente e alla sua capacità di prendersi cura di sé.

L’applicazione ad altre patologie per le quali l’attività fisica contribuisce a migliorare la salute, o persino la sopravvivenza, come il cancro, è ora in studio.