Un sistema immunitario difettoso potrebbe essere coinvolto nel Parkinson

Un sistema immunitario difettoso potrebbe essere coinvolto nel Parkinson

Secondo uno studio, pubblicato su Nature e condotto da ricercatori della Columbia University Medical Center (Cumc) e del La Jolla Institute for Allergy and Immunology un malfunzionamento del sistema immunitario potrebbe avere un ruolo importante nel Parkinson.

Il Parkinson potrebbe essere curato con una terapia immunosoppressive?

Nello studio infatti viene mostrato come la morte dei neuroni potrebbe essere bloccata seguendo una terapia che spenga la risposta immunitaria.

Inoltre se si riuscisse a identificare quale sia la risposta immunitaria alterata, questa potrebbe rappresentare un nuovo biomarcatore per la malattia di Parkinson

Il co-autore David Sulzer, spiega, però, che l’ipotesi di un coinvolgimento del sistema immunitario difettoso nella malattia di Parkinson era già stata ipotizzata quasi 100 anni fa:

Tuttavia, finora nessuno è stato in grado di chiarirne i meccanismi”

Le cellule T, a causa dell’accumulo di alfa-sinucleina, attaccherebbero i neuroni dopaminergici

Durante lo studio hanno infatti rilevato che frammenti di alfa-sinucleina, proteina che tende ad accumularsi nei neuroni di persone affette da Parkinson, potrebbe attivare le cellule T del sistema immunitario.

Queste cellule, a causa della presenza eccessiva di alfa-sinucleina, vedrebbero i neuroni dopaminergici (cioè quelli incaricati di produrre dopamina) come degli invasori e inizierebbero ad attaccarli, provocando di conseguenza la morte neuronale.

Il co-autore precisa infatti:

Nella maggior parte dei casi di Parkinson, i neuroni della dopamina si riempiono di strutture chiamate corpi di Lewy, che sono principalmente degli aggregati di alfa-sinucleina anormali.

Come si è svolto lo studio

Nello studio sono state coinvolti 67 pazienti con Parkinson e 36 persone sane, i loro campioni di sangue sono stati messi a contatto con frammenti di alfa-sinucleina e altre proteine al fine di poter osservare quali frammenti innescassero la risposta immunitaria.

Le risposte dei campioni: maggiore reazione nei campioni dei parkinsoniani

I campioni di sangue del gruppo sano ha avuto una scarsa risposto immunitaria, mentre i campioni dei pazienti parkinsoniani hanno mostrato una forte risposta da parte delle cellule T ai frammenti proteici.

Ciò potrebbe anche spiegare come mai di frequente nei pazienti parkinsoniani si trovano varianti genetiche associate alla risposta immunitaria.

La reazione del sistema immunitario all’accumulo di alfa-sinucleina

Secondo il dottor Sulzer i problemi causati dal sistema immunitario sarebbero scatenati quando i neuroni non sono in grado di liberarsi dell’alfa-sinucleina provocando degli accumuli:

Quando le cellule sono sane e giovani rompono e riciclano proteine vecchie o danneggiate. Ma questo processo di riciclo diventa sempre meno efficace con l’età e con alcune malattie, tra cui appunto il Parkinson.

Se l’alfa-sinucleina inizia ad accumularsi nei neuroni dopaminergici senza che il sistema immunitario se ne accorga, la proteina potrebbe essere scambiata come un agente patogeno venendo di conseguenza attaccata e distruggendo i neuroni coinvolti nella produzione di dopamina.

I nostri risultati aumentano la possibilità che un approccio immuno-terapico possa essere usato per aumentare la tolleranza del sistema immunitario all’alfa- sintucleina, contribuendo a migliorare o prevenire i sintomi nei pazienti con la malattia di Parkinson.