La rimozione dell’appendice è collegata a un minor rischio di Parkinson

La rimozione dell’appendice è collegata a un minor rischio di Parkinson

Mercoledì scorso i ricercatori hanno riportato che le persone che hanno rimosso l’appendice all’inizio della loro vita hanno avuto un minor rischio di sviluppare la malattia del cervello che porta al tremore decenni dopo.

Perché? Una sbirciatina nel tessuto dell’appendice rimosso chirurgicamente mostra che questo piccolo organo, spesso considerato inutile, sembra essere un deposito per una proteina anormale, che, se in qualche modo si fa strada nel cervello, diventa un tratto caratteristico del Parkinson.

La grande sorpresa, secondo gli studi pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine: un sacco di persone possono covare grumi di questa preoccupante proteina nella loro appendice: giovani e anziani, persone con cervelli sani e quelli con Parkinson.
Ma non ti preoccupare a cercare già un chirurgo.

Viviane Labrie del Michigan Van Andel Research Institute, un neuroscienziato e genetista che ha guidato il gruppo di ricerca, ha sottolineato:

“Non stiamo dicendo di andarti a fare un’appendicectomia”

Dopotutto secondo le sue ricerche, ci sono anche molte persone che non hanno un’appendice ma che sviluppano comunque il Parkinson. E molti altri ospitano le proteine ​​colpite ma non si ammalano mai.

Connessione con l’intestino

Medici e pazienti sanno da tempo che esiste una connessione tra il tratto gastrointestinale e il Parkinson. Stitichezza e altri disturbi gastrointestinali sono molto comuni anni prima che i pazienti sperimentino tremori e difficoltà di movimento che portano a una diagnosi di Parkinson.

La ricerca pubblicata mercoledì promette di riprendere il lavoro per scoprire perché e chi è realmente a rischio. La dottoressa Allison Willis, una specialista del Parkinson dell’Università della Pennsylvania che non è stata coinvolta nei nuovi studi, ma che ha pazienti che chiedono regolarmente della correlazione tra Parkinson e intestino, ha detto:

“Questo è un grande pezzo del puzzle, è un indizio fondamentale”

Il responsabile scientifico della Fondazione Parkinson, James Beck, anch’egli non coinvolto, concorda sul fatto che “ci sono molte potenziali connessioni allettanti”.

Ha notato che, nonostante la sua reputazione, l’appendice sembra svolgere un ruolo nell’immunità che può influenzare l’infiammazione intestinale. Il tipo di batteri che vivono nell’intestino può anche avere impatti sulla malattia di Parkinson.

Ma se da una parte è davvero comune ospitare la proteina legata al Parkinson, “quello che non sappiamo è ciò che lo avvia, ciò che mette in moto tutto questo”, ha detto Beck.

Gli studi passati sull’intestino e Parkinson

Per anni, gli scienziati hanno cercato ti trovare cosa potrebbe causare la connessione tra intestino e Parkinson. Una delle teorie principali è che forse la proteina “alfa-sinucleina” possa spostarsi dalle fibre nervose nel tratto gastrointestinale fino al nervo vago, che collega gli organi principali del corpo al cervello. L’Alfa-sinucleina anomala è tossica per le cellule cerebrali coinvolte nel movimento.

Ci sono stati anche indizi precedenti. Le persone che decenni fa gli era stato tagliato il nervo vago a causa di un’operazione ormai abbandonata avevano un rischio ridotto di Parkinson. Alcuni studi più piccoli hanno suggerito che anche le appendicectomie potrebbero essere protettive, ma i risultati erano contrastanti.
La squadra della dott.ssa Labrie si proponeva di trovare prove più convincenti.

In primo luogo, i ricercatori hanno analizzato l’enorme database nazionale svedese della salute, esaminando le cartelle cliniche di circa 1,7 milioni di persone monitorate dal 1964. Il rischio di sviluppare il Parkinson era del 19% più basso tra quelli che avevano rimosso chirurgicamente l’appendice decenni prima.

Un avvertimento sconcertante: le persone che vivevano nelle zone rurali sembravano averne il beneficio. La dottoressa Labrie ha detto che è possibile che l’appendice abbia un ruolo nei fattori di rischio ambientale per il Parkinson, come l’esposizione ai pesticidi.

Ulteriori analisi hanno suggerito che le persone che hanno sviluppato il Parkinson, nonostante un’appendicectomia precoce, abbiano mostrato i sintomi alcuni anni dopo rispetto a pazienti di età simile e con appendice.

Una proteina comune

Questo tipo di studio non dimostra che rimuovere l’appendice è ciò che riduce il rischio, ha avvertito il dott. Andrew Feigin, direttore esecutivo dell’istituto di Parkinson presso la NYU Langone Health, che non è stato coinvolto nella ricerca di mercoledì.

Quindi successivamente, il team della dottoressa Labrie ha esaminato il tessuto dell’appendice di 48 persone senza Parkinson. In 46 di questi, l’appendice ospitava la proteina anormale legata al Parkinson. Non importava se l’appendice fosse infiammata o meno.

Questa è una scoperta cruciale perché significa che sviluppare la proteina nell’intestino non è sufficiente per innescare il Parkinson, ha detto la dottoressa Labrie. Ci deve essere un altro passaggio che lo renda pericoloso solo per certe persone.

“Pensiamo che la differenza stia nel come gestisci questa patologia”, ha detto, come cioè il corpo gestisce l’accumulo.

Il suo team pianifica ulteriori studi per cercare di dimostrarlo.
La scoperta del giacimento è interessante, ha detto il dott. Feigin, ma un’altra domanda chiave è se la proteina anormale si accumula anche negli intestini di persone sane.

E la dottoressa Willis della Penn University aggiunge un altro avvertimento: ci sono altri rischi non correlati all’intestino per la malattia di Parkinson, come soffrire trauma cranico.

“Questo potrebbe essere uno dei tanti percorsi che portano alla malattia di Parkinson, ma è molto eccitante”

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