Giornata Nazionale Parkinson: ecco alcune novità nella terapia

Giornata Nazionale Parkinson: ecco alcune novità nella terapia

Durante la Giornata nazionale del Parkinson, nell’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano si è svolto un convegno di studio promosso dalla Società Medico –chirurgica con l’intervento di medici specializzati nei disturbi del movimento della malattia di Parkinson.

L’intervento del prof. Manfredi Saginario

Al convegno è intervenuto anche il prof. Manfredi Saginario, Psichiatra, Psicoterapeuta, Primario emerito di Neurologia Università di Parma. Direttore Scientifico Fondazione Don Gnocchi.

Terapia parkinson: sinergia di varie terapie, tradizionali e alternative

Il professore ha parlato delle nuove terapie farmacologiche e delle terapie alternative di supporto (vitamina B12, folati, citicolina e vitamina D3), le quali però spesso non vengono prese molto in considerazione.

La terapia Parkinson non è mai una sola ma piuttosto una commistione di strategie operative: farmacologiche, psicologiche, sociali, dietetiche e FKT (Fisiokinesiterapia).

Questi aspetti alternativi d’appoggio sono però adeguatamente valorizzati a Parma da parte dell’Unione Parkinsoniani e dello Sportello Parkinson.

Bisogna adattare la terapia al singolo, necessaria collaborazione tra medico e paziente

Per avere una terapia ottimale bisogna prendere in considerazione molti fattori, come l’età del paziente, il suo lavoro, la fase di malattia, la durata, la posologia, le azioni collaterali e le modalità di somministrazione dei farmaci impiegati, e trovare una buona collaborazione tra medico e paziente.

Non sempre ciò è possibile, per esempio nel caso in cui il carico degli ammalati sia eccessivo o non venga fornito al medico il giusto tempo per l’attività ambulatoriale, ciò impedirebbe di poter seguire adeguatamente i propri assistiti con visite periodiche frequenti.

Altri fattori da prendere in considerazione

Aspetto importante della terapia è quello di favorire l’azione tonica sul recettore dei farmaci antiparkinsoniani usati.

Altro aspetto fondamentare è quello di cercare di procrastinare il più possibile l’uso di dopamina o cercare di limitarne il più possibile specie nelle fasi iniziali, nelle quali ci sono altri farmaci in grado di aumentare la biodisponibilità della dopa.

Un farmaco che previene il Parkinson?

Lo scopo principale nella Ricerca è trovare farmaci che possano effettivamente “attaccare” la malattia.

Un recente studio pubblicato su Science ha dimostrato come il salbulatamolo, farmaco solitamente impiegato per la cura dell’asma, possa ridurre il rischio di Parkinson.

Un nuovo farmaco inibitore dell’ortometilazione

Presto verrà messo in commercio, in altri paesi vi è già, un nuovo farmaco, l’opicapone, approvato dall’EMA (European Medicine Agency). Il nuovo farmaco è un inibitore dell’ortometilazione, con una sola somministrazione serale (NB deve essere assunta lontana dalla dose di dopa, circa un’ora prima o dopo di essa).

“Battaglia preventiva anticorpale”: MEDI 1341 e RIIB054

In parallelo è iniziata anche una “battaglia preventiva anticorpale”, costituita dal MEDI 1341, un anticorpo che blocca la formazione di sinucleina, e dal RIIB054, un anticorpo monoclonale ricombinante.

La ricerca di un vaccino nel Parkinson e nella MSA, oltre a ciò si sta anche cercando di trovare un vaccino PD01A (azienda Affiris) nel Parkinson e nella MSA (Atrofia del Sistema Multiplo). Progressi anche nel campo della diagnosi precoce.

Correlazione Parkinson e flora intestinale

Si sta rafforzando sempre più l’ipotesi di una connessione tra flora intestinale e sviluppo del Parkinson, tanto che si sta pensando a una terapia preventiva che punti a migliorare la flora intestinale. È già possibile effettuare test salivari, praticati dai collaboratori del prof. Berardelli a Roma.

Migliorato anche l’Amantadina farmaco per i disturbi del movimento

Miglioramento anche tra i farmaci esistenti come l’Amantadina (Cogrovi), che serve per ridurre i disturbi del movimento. Il farmaco è a rilascio prolungato ed è l’unico che riduce anche le discinesie. Grazie ad esso è possibile ridurre la quantità di pillole da assumere ed evita i picchi, che provocano effetti collaterali che portano al danneggiamento delle funzioni delle strutture extrapiramidali.

Altre novità: trapianto e diagnosi precoce

In fase sperimentale sono anche i trapianti, attualmente effettuati solo negli animali di laboratorio sotto forma di frammenti solidi o sospensione di cellule mesenefaliche.

Novità più recenti e interessantisono i test per la diagnosi precoce, attraverso l’analisi del microbioma intestinlae e la ricerca dell’alfasinucleina.

Ricercatori istraeliani stanno conducendo uno studio per valutare la positività con lavoratori ad alto rischio, per esempio gli agricoltori che sono a stretto contatto con gli insetticidi e pesticidi.

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