Gait Tutor, continuare riabilitazione per il Parkinson a casa si può?

Gait Tutor, continuare riabilitazione per il Parkinson a casa si può?

La mHealth Technologies, start-up nata da un gruppo di ricercatori dell’università di Bologna, ha sviluppato un riabilitatore virtuale, clinicamente testato, per aiutare le persone affette da Parkinson.

Il dispositivo si chiama Gait Tutor e consiste in tre sensori indossabili collegati ad un’applicazione per smartphone, il sistema controlla in tempo reale il cammino del paziente e gli dà consigli, su come correggere eventuali anomalie, come farebbe un riabilitatore in carne e ossa.

Presentazione del nuovo dispositivo: Gait Tutor

Il dispositivo è stato presentato in anteprima a Bologna, sabato 12 maggio, in occasione della “Rehabilitation in Parkinson’s disease: current practice, technology, and innovation“, evento internazionale dedicato ai più innovativi ed efficaci metodi di riabilitazione.

Lorenzo Chiari, docente Unibo di Bioingegneria della Riabilitazione e co-fondatore della start-up, spiega:

“Sono particolarmente felice che Bologna, anche grazie a iniziative come questa, si stia affermando come centro di riferimento internazionale per lo sviluppo di soluzioni innovative a sostegno dell’invecchiamento attivo e dell’empowerment dei pazienti cronici. Questa tavola rotonda arriva in un momento in cui le sfide poste da malattie neurodegenerative come quella di Parkinson impongono di trovare soluzioni innovative, nelle quali la tecnologia si accosti efficacemente ma rispettosamente alla persona malata e alle sue aspettative”.

Lo scopo di Gait Tutor non è quello di sostituire il terapista, ma vuole aumentare l’efficacia del lavoro svolto con il proprio medico riabilitatore. Gait Tutor permette infatti al paziente di esercitarsi, in maniera corretta, dove e quando vuole, raccogliendo anche dati che potranno essere usati a loro volta dal terapista per valutare l’efficacia della terapia.

Giovanni Abbruzzese, docente ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università di Genova, direttore dell’Unità di Riabilitazione e Recupero Funzionale dell’IRCCS San Martino e moderatore della tavola rotonda, commenta:

“La riabilitazione costituisce un elemento di estrema importanza per ridurre i disturbi e migliorare la capacità motoria del paziente con malattia di Parkinson. L’intervento riabilitativo deve essere ritagliato sul profilo individuale del paziente e deve essere soprattutto finalizzato agli elementi che più determinano la qualità della vita, come cammino ed equilibrio”.

Gondola: perfettamente integrabile

Su questi ultimi due elementi si focalizza anche il dispositivo GONDOLA, che è efficace proprio nel trattamento dei disturbi del cammino del Parkinson come bradicinesia, problemi di equilibrio e Freezing della Marcia.

GONDOLA, attraverso una stimolazione plantare di soli 90 secondi, attiva alcune aree del cervello coinvolte nel movimento, migliorando così i problemi motori dei pazienti.

Utilizzare GONDOLA in abbinamento con il dispositivo Gait Tutor, oltre i farmaci e una terapia riabilitativa mirata, potrebbe essere estremamente d’aiuto per un ulteriore miglioramento del cammino e quindi della qualità di vita.

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