Farmaci causano dipendenza al gioco d’azzardo a malata parkinsoniana e perde 800mila euro

Farmaci causano dipendenza al gioco d’azzardo a malata parkinsoniana e perde 800mila euro

La signora di cui vi stiamo per raccontare è una donna di 65 anni, residente a Rimini. La storia è stata riportata dal Resto del Carlino giornale dell’Emilia Romagna.

L’inizio della malattia

La signora è descritta come una donna equilibrata, che ha seguito una vita dedicata alla casa e alla famiglia. Parsimoniosa, ottima gestrice del conto familiare, era riuscita a mettere da parte un po’ di soldi per pagare l’università alle figlie.

Iniziano a presentarsi i primi segnali di malattia, così vengono fatte alcune visite e, nel 2009, le viene diagnosticato il morbo di Parkinson.

La cura e gli effetti collaterali

Pertanto le viene prescritta una terapia farmacologica per contrastare i sintomi della malattia, non viene però avvisata dei possibili effetti collaterali dei farmaci come alimentazione eccessiva, elevato desiderio sfrenato e dipendenza da gioco d’azzardo.

Ogni giorno la signora si recava in tabaccheria e giocava centinaia di euro, mentre la famiglia restava ignara di ciò e senza che nessuno intervenisse per smetterla di giocare dopo ore che la vedevano alle slot.

Dopo un mese di gioco continuo arriva l’estratto conto e le figlie si rendono conto del disastro. Il conto è stato quasi prosciugato, mancano quasi 800mila euro.

La causa contro la tabaccheria

Dopo l’amara scoperta la famiglia si è rivolta a un avvocato per sporgere denuncia a titolare del tabacchino, un ragazzo di 35 anni, con l’accusa di circonvenzione di incapace. Nel processo di primo grado l’uomo viene assolto perché “il fatto non sussiste”. La famiglia quindi si è rivolta a un altro legale per presentare ricorso in Appello.

Il loro avvocato Piero Venturi si mostra agguerrito e spiega al Carlino:

“Proprio per stoppare la ludopatia sul nascere Lottomatica tiene dei corsi appositi di formazione agli esercenti di macchinette. Nel nostro caso non è stato fatto nulla e la mia cliente si trova adesso malata e senza più un euro. Per questo presentiamo ricorso, per avere giustizia. È una battaglia che conduciamo in nome di tutti i giocatori patologici”.

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