Coppa del mondo, quando il calcio ti aiuta nella lotta contro il Parkinson

Coppa del mondo, quando il calcio ti aiuta nella lotta contro il Parkinson

Oggi, 14 Giugno, alle ore 17.00 italiane avrà inizio il Campionato Mondiale Russia 2018 con la tradizionale cerimonia d’apertura che si terrà allo stadio Luzhniki di Mosca – dove il 15 luglio si disputerà anche la finale.

Coppa del mondo 2018: cerimonia inaugurale

Ospiti principali della cerimonia saranno Robbie Williams e la soprano russa Aida Garifullina che si esibiranno intorno alle 16.30.

Altro ospite importante sarà Ronaldo Luís Nazário de Lima, o semplicemente Ronaldo, vincitore di ben due coppe del mondo (da non confondere con Cristiano Ronaldo, lui sarà uno dei protagonisti del Portogallo ).

A seguire ci sarà la partita inaugurale (ore 17.00 italiane) che vedrà protagoniste le squadre della Russia e dell’Arabia saudita e sarà trasmessa in esclusiva da Mediaset su Canale 5 e Canale 5HD.

Sarà anche visibile sul canale Mediaset Extra FIFA World Cup commentato dalla Gialappa’s Band. Inoltre sarà trasmessa in streaming sul sito di Canale 5 e di SportMediaset.

Dove vedere le partite

Tutte le partite saranno trasmesse da Mediaset principalmente su Italia 1 o su Canale 20, eccetto le partite più importanti e della fase a eliminazione diretta che verranno trasmesse su Canale 5.

Ai mondiali la Russia è la squadra con la posizione più bassa di ranking FIFA, è infatti settantesima, mentre la Arabia Saudita è la sessantasettesima, rendendo questo incontro inaugurale quello con il ranking più basso nella storia della Coppa del mondo.

Le aspettative per la squadra sono molto basse, in pochi credono che riuscirà a superare il girone con Egitto e Uruguay, oltre che appunto Arabia Saudita.

Una personale vittoria contro il Parkinson

Ma non bisogna mai darsi per vinti, questo è ciò che ci ha insegnato la storia di Domenico Mattei.

A Domenico è stato diagnosticato il Parkinson nel 2009, anno in cui Domenico ha dovuto anche affrontare la catastrofe del terremoto, essendo lui dell’Aquila.

Anch’io sono un malato di parkinson (diagnosticato nel 2009), anno bruttissimo visto che essendo di L’Aquila ai disagi e alla sciagura del terremoto si è aggiunta anche la malattia”.

“A tutto quello che era successo in quel maledetto anno devo aggiungere anche la perdita del lavoro”.

Domenico racconta che l’unica cosa che è riuscito a farlo andare avanti è, da vero sportivo, il calcio.

“Giocavo nei dilettanti ma con una tale passione che ho calzato scarpe chiodate fino a 45 anni raggiungendo le 500 presenze e con ben 190 reti”.

La sua ultima esperienza fu con la maglia della New Team Pizzoli con la quale vinse anche il campionato di Seconda Categoria.

“Scusate il disturbo ma questa intervista l’ho voluta fare solo per dimostrare a tutti che il calcio, come lo sport in generale, è più forte di una malattia come il parkinson”.

Oltre al calcio, ad affrontare la malattia lo hanno aiutato gli amici.

“Devo dire che anche quando sei alla ricerca di un lavoro tutto diventa problematico perché ti viene difficile parlare quando il tuo interlocutore, venendo a conoscenza della malattia, si presenta con un’espressione che ti mette il gelo dentro”.

Però Domenico affronta la sua malattia ridendoci su e non abbattendosi. Dopo la diagnosi ha continuato a giocare, non saltando nemmeno un allenamento, con lo scopo di raggiungere le 500 presenze.

La 500esima presenza fu una giornata molto emozionante, la società e il mister avevano organizzato una bellissima sorpresa per Domenico, una splendida coreografia con una maglia personalizzata per l’occasione e il pubblico ha sventolato dei fogli con la scritta 500 mentre lui entrava in campo.

“Ma l’apoteosi l’ho avuto quando alla mia rete tutti i miei compagni sono corsi ad abbracciarmi con un calore che mi ha commosso. Commozione che è stata percepita e avvertita anche dai miei genitori e da mia sorella in tribuna”.