Combattere il morbo di Parkinson a colpi di boxe

Combattere il morbo di Parkinson a colpi di boxe

Massimo Buonanno è un giovane parkisoniano, soli 43 anni, a cui la malattia è stata diagnosticata dieci anni fa. Da un mese circa è uno degli allenatori del progetto Rocky steady boxing (Rsb), un tipo di boxe che non prevede contatto fisico nato negli Stati Uniti.

Le difficoltà dei Parkinsoniani

“Anche tu pensavi che tutti i malati di Parkinson tremassero?” chiede Massimo.

Il tremore infatti è solo uno dei disturbi che possono affliggere chi è malato di Parkinson. È molto difficile per loro muoversi e queste difficoltà, lentezza del movimento, freezing, problemi di equilibrio, possono avere un grosso impatto sulla qualità della vita.

“Immagina di ritrovarti su una lastra di ghiaccio e di indossare un paio di scarpe di cuoio. Riusciresti a camminare? I malati di Parkinson devono fare i conti con quella sensazione tutti i giorni”.

La palestra Rock Steady Boxing Como Lake Italy

Nella palestra a Ponte Lambro sono ormai dieci i parkinsoniani che hanno preso parte a questo progetto iniziato due anni fa. L’idea è nata da un imprenditore Lombardo, Tiberio Roda, e la sua compagna, Paola Roncareggi, ex pallavolista e ora allenatrice di Rsb.

La nascita del progetto

Roda ha 62 anni e gli è stato diagnosticato il Parkinson 4 anni fa. Poco dopo la diagnosi, cercando di informarsi riguardo la malattia, aveva letto la storia di un ex procuratore statunitense il quale dopo che gli era stato diagnosticato il Parkinson nel 2006, aveva trovato nella prepugilistica qualcosa che lo faceva stare bene e aveva deciso di fondare la prima palestra di Rsb.

Questa storia aveva molto colpito e aveva deciso di partire per saperne di più. Pertanto nel 2013 partì per Indianapolis negli Stati Uniti.

Il progetto Rsb di Scott C. Newman

Qui ha partecipato a un corso di Rsb, ideato da Scott C. Newman, nel quale ha appreso i princìpi del programma per diventare allenatore. Nel programma non sono previste gare e incontri, ma solo esercizi per migliorare postura, equilibrio e muscolatura.

Ad oggi sono moltissime le palestre che seguono questo programma, circa 400 in tutto il mondo, per un totale di più di 20mila persone iscritte.

Uno sport per migliorare la deambulazione e aumentare la sicurezza.

Nella palestra di Roda, a Como, si allenano tre volte alla settimana per migliorare i movimenti e anche per aumentare la propria sicurezza.

Buonanno racconta che questo tipo di boxe lo aiutato fin da subito a stare bene e anche gli altri boxeur riportano molti benefici.

Sfidare sé stessi e spronarsi ad andare oltre

Antonello Molteni lo chiamano “il bandana”. Arriva vestito di giallo e si muove a piccoli passi. Sono evidenti le difficoltà di deambulazione causate dalla malattia. Roda racconta:

“È il nostro Hulk Hogan. Avreste dovuto vedere in che condizioni è arrivato un paio di anni fa e cosa riesce a fare adesso”.

C’è anche Alberto Gaffuri, 69 anni, che ha lavorato per più di trent’anni nella sua ferramenta.

“Alcuni studi dicono che il Parkinson possa avere legami con un’esposizione lunga e continua ai metalli, ma la verità è che non saprò mai se il mio lavoro abbia influito sulla mia salute”.

Per dimostrare a sé stesso che poteva ancora farcela, ha deciso qualche tempo fa di fare sei giri intorno al lago di Segrino, vicino a Erba.

Ci mise otto ore di cammino ma riuscì nel completare l’impresa che si era prefissato. A fare il tifo per lui c’erano tutti i compagni della palestra.