La vitamina B3 potrebbe essere un ottimo integratore per i Parkinsoniani

La vitamina B3 potrebbe essere un ottimo integratore per i Parkinsoniani

Uno studio condotto dall’Università di Leicester in Gran Bretagna suggerisce ai parkinsoniani l’assunzione di vitamina B3, nota anche come niacina o nicotinammide.

Questa vitamina si può trovare in alimenti come le noci e la carne.

La proteina PINK1.

L’anomalia genetica della proteina PINK1, essenziale per il funzionamento dei neuroni, può provocare alcune forme di Parkinson.

Infatti tale proteina si occupa di segnalare i mitocondri mal funzionanti, affinché possano essere rimossi.

I mitocondri si occupa di mantenere in vita e fa funzionare bene i neuroni, un loro mal funzionamento porta alla morte dei neuroni e al possibile insorgere del Parkinson.

Il dottor Miguel Martins, responsabile di tale studio, spiega:

“Le mutazioni a carico del gene che codifica per la proteina PINK1 ostacolano la rimozione dei mitocondri danneggiati e mal funzionanti. Questi ultimi rilasciano sostanze tossiche che possono danneggiare il DNA”

La molecola NAD.

Il Dott. Martin spiega che i meccanismi della cellula si fondano sull’attività di un’altra molecola, NAD, coinvolta anch’essa nella produzione ATP. Il gruppo di ricerca ha ipotizzato che “nei casi di Parkinson ereditario la quantità di NAD non sia sufficiente per riparare il DNA”. Ciò ovviamente porterebbe a generare danni anche al DNA dei neuroni causandone la loro morte o mal funzionamento.

La Vitamina B3 è fondamentale per la molecola NAD.

Per produrre la molecola NAD è necessaria la vitamina B3, quindi i ricercatori hanno supposto che assumere questa vitamina possa aiutare a rimuovere i mitocondri mal funzionanti e ridurre le sostante tossiche per il DNA.

L’esperimento sui moscerini.

Per confermare le loro ipotesi, è stato dato cibo ad alto contenuto di vitamina B3 ai moscerini della frutta con la mutazione del gene PINK1, mentre a un altro gruppo di moscerini con la medesima mutazione è stato dato cibo normale.

Le Conclusioni dello studio.

I ricercatori hanno potuto osservare che i moscerini, che avevano assunto maggiore quantità di vitamina B3, erano riusciti a prevenire la degenerazione dei neuroni.

Quindi Miguel Martins conclude:

“I nostri risultati indicano che la quantità di NAD disponibile è fondamentale per mantenere i neuroni in buona salute e controllare la malattia. Farmaci che riducano il consumo del NAD esistono già e sono utilizzati in oncologia.

Un maggiore apporto di vitamina B3, contenuta per esempio nelle noci, potrebbe costituire un nuovo approccio terapeutico ad alcuni tipi Parkinson”.

Lo studio, condotto dal dottor Miguel Martins e finanziato dal Medical Research Council, è stato anche pubblicato sulla rivista scientifica Biology Open.