Uno studio sul Parkinson cerca di diagnosticare la malattia in fase molto precoce

Uno studio sul Parkinson cerca di diagnosticare la malattia in fase molto precoce

Lo studio PREDICT-PD sta cercando di reclutare 10.000 partecipanti di età superiore ai 60 anni che non abbiano la malattia di Parkinson per rispondere a un questionario online annuale e ad altri test inviati per posta.

Il Parkinson viene solitamente diagnosticato attraverso sintomi come tremore, rigidità e lentezza nei movimenti. Ma nel momento in cui questi appaiono, la condizione è progredita molto e ha già causato danni sostanziali al cervello.

Molti sintomi si presentano molti anni prima della diagnosi di Parkinson

Una serie di problemi, dalla perdita dell’olfatto alle difficoltà del sonno fino ai lievi cambiamenti nelle funzioni cognitive, sono associati al Parkinson in fase iniziale.

Questi, insieme a fattori come traumi cranici e familiarità con la patologia, hanno permesso ai ricercatori di identificare le persone a rischio quadruplo della malattia.

Lo studio vuole cercare di capire meglio questa prima fase del Parkinson

Lo studio PREDICT-PD, finanziato da Parkinson’s UK, mira a costruire un quadro molto più dettagliato di questa fase iniziale, consentendo di rilevare la condizione prima che avanzi e aumentando le probabilità che possa essere trovata una terapia efficace.

Attualmente i trattamenti attenuano i sintomi, ma non rallentano la progressione della malattia.

Il dott. Alastair Noyce, co-leader dello studio presso la Queen Mary University di Londra, ha dichiarato:

“Negli ultimi anni abbiamo fatto molti progressi nella comprensione di ciò che mette le persone a maggiore rischio di Parkinson. Stiamo ora chiedendo aiuto al popolo inglese di età superiore ai 60 anni per aiutarci a portare avanti questa ricerca e potenzialmente cambiare per sempre il panorama del Parkinson.”

La professoressa Anette Schrag (UCL Clinical Neuroscience), co-direttrice dello studio, ha dichiarato:

“Crediamo che se potessimo prevedere chi stia per sviluppare il Parkinson, saremmo in grado di creare terapie per coloro nelle fasi iniziali che potrebbero rallentare o prevenire il progredire della patologia. Ciò sarebbe un passo avanti verso una cura e potrebbe avere conseguenze positive anche per la demenza e altre malattie legate all’avanzare dell’età.”

Come verrà svolto lo studio

Ai partecipanti allo studio verrà chiesto di completare un questionario online di 20 minuti ogni anno, inviare un campione di saliva e rispondere ad un test delle capacità olfattive “gratta e annusa”.

Una piccola parte dei partecipanti sarà invitata a ulteriori esami e a consultare un medico. I volontari sono invitati a registrarsi per lo studio e compilare il questionario su predictpd.com.

8mila persone per lo studio sulla diagnosi precoce del Parkinson

I ricercatori stanno cercando di reclutare 8000 partecipanti, dato che 2.000 persone sono già iscritte allo studio pilota.

Il Dott. Beckie Port, Research Manager della Parkinson’s UK, ha dichiarato:

“Studi come PREDICT-PD sono fondamentali per garantire nuovi e migliori trattamenti per tutti coloro affetti da Parkinson il più veloce possibile. Non solo la diagnosi precoce può essere un punto di svolta per gli studi clinici, ma ridurrebbe drasticamente lo stress associato ai ritardi nella diagnosi di Parkinson.

 

“Partecipando a questo ambizioso studio, le persone che non vivono con questa condizione hanno l’opportunità di aiutare a portare avanti il ​​giorno in cui nessuno temerà più la malattia di Parkinson”.

Lo scopo è quello di creare un algoritmo che sia capace di diagnosticare il Parkinson

I risultati saranno utilizzati per testare e perfezionare un algoritmo che preannunci il rischio di Parkinson. L’algoritmo è stato sviluppato da un articolo sistematico di studi precedenti che identificano i fattori associati a un rischio più elevato della patologia.

Si stima che il Parkinson colpisca una persona su 350 nel Regno Unito. È la più comune malattia neurodegenerativa dopo l’Alzheimer e il numero di persone con diagnosi di Parkinson sta crescendo più velocemente rispetto a qualsiasi altra condizione neurologica.

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