Un nuovo studio è riuscito a individurare l’odore del Parkinson

Un nuovo studio è riuscito a individurare l’odore del Parkinson

La malattia di Parkinson è una condizione neurodegenerativa progressiva. Il National Institute of Health (NIH) stima che circa 5 milioni di persone nel mondo vivano con questa condizione, di cui 300mila solo in Italia.

Il Parkinson tende a colpire maggiormente gli anziani e la popolazione mondiale sta subendo un rapido invecchiamento, è probabile quindi che il numero di casi di Parkinson aumenti.
Nonostante decenni di intense ricerche, non esiste ancora una cura per la patologia né un test diagnostico affidabile.

La necessità di un nuovo metodo diagnostico

Attualmente, non è possibile diagnosticare e, di conseguenza, iniziare il trattamento prima che compaiano i disturbi del movimento tipici del Parkinson, come tremore e rigidità. Tuttavia, il danneggiamento del tessuto nervoso inizia circa 6 anni prima che le persone manifestino i sintomi clinici.

Trovare un modo affidabile che riesca a diagnosticare la malattia di Parkinson prima significherebbe poter iniziare il trattamento in anticipo e forse così rallentare la progressione della malattia.

I medici per secoli hanno usato l’olfatto nelle loro diagnosi. Per esempio, alcune persone sostengono che la tubercolosi abbia un odore simile alla birra stantia, mentre la febbre tifoide produrrebbe un aroma che ricorda il pane cotto.
Tuttavia, fino a poco tempo fa, nessun odore era stato associato a una condizione neurodegenerativa di alcun tipo.

Joy Milne: la super “annusatrice”

Joy Milne è una donna con un olfatto molto sviluppato, una “super annusatrice”. Queste persone sono ipersensibili agli aromi e sono particolarmente abili nel differenziarli tra loro. Nel 1986, i medici diagnosticarono la malattia di Parkinson al marito di Milne, Les. Da allora, Milne è stata in grado di distinguere l’odore specifico del Parkinson.

Recentemente, un gruppo di ricercatori ha collaborato con Milne per cercare di distinguere quali sostanze chimiche potessero causare questo particolare odore. Di recente hanno pubblicato i loro risultati sulla rivista ACS Central Science.

In primo luogo, gli scienziati dovevano individuare quale fosse l’origine dell’odore. Notarono che era più intenso sulla parte superiore della schiena e sulla fronte, ma non sulle ascelle. Ciò significa probabilmente che l’odore non è causato da sudore ma da sebo, un liquido ceroso che le ghiandole sebacee creano sulla pelle.

Gli scienziati sanno già che la produzione di sebo aumenta nel Parkinson: seborrea. Guidati da Perdita Barran, i ricercatori hanno iniziato a cercare di capire quali sostanze chimiche nel sebo potessero causare i cambiamenti nell’odore.

Successivamente, il team ha raccolto campioni di sebo dalla parte superiore della schiena di 60 individui sia con Parkinson che senza.

Un aroma “muschiato”

Utilizzando la spettrometria di massa, gli scienziati hanno analizzato i campioni di sebo per identificare eventuali sostanze chimiche che fossero elevate nelle persone con malattia di Parkinson.

Hanno trovato che c’era una differenza significativa tra le sostanze chimiche volatili nel sebo delle persone con malattia di Parkinson e di quelle senza.

Tre composti sembravano giocare un ruolo chiave nell’aroma: acido ippurico, eicosano e octadecanale.

Fondamentalmente, non sono state trovate differenze significative tra le persone con Parkinson che assumevano farmaci e persone con Parkinson che non avevano mai assunto farmaci per questa condizione.

Ciò significa che il cambiamento nell’odore non è dovuto ai farmaci.

Quando il team ha presentato queste sostanze chimiche a Milne, lei ha riconosciuto l’aroma “muschiato” che attribuiva al Parkinson.

Gli scienziati hanno condotto questo studio usando un numero limitato di partecipanti, quindi saranno necessari ulteriori studi. Tuttavia, sperano che questo possa essere un modo unico per rilevare il Parkinson molto prima di quanto sia attualmente possibile.

“L’identificazione e la quantificazione dei composti associati a questo odore caratteristico potrebbe consentire uno screening rapido e precoce del Parkinson e fornire approfondimenti sui cambiamenti molecolari che si verificano man mano che la malattia progredisce.”

Perché il cambiamento di odore?

I ricercatori non hanno pensato lo studio per scoprire perché i livelli di acido ippico, eicosano e octadecanale sono elevati nel sebo delle persone con malattia di Parkinson. Tuttavia, gli autori discutono riguardo alcune possibili cause.

Ad esempio, studi precedenti avevano confermato che esistono legami tra varie condizioni della pelle e il Parkinson. Gli autori spiegano come alcune ricerche suggeriscano che alcuni microbi sono più comuni sulla pelle delle persone con Parkinson.

Malassezia spp. – un lievito presente sulla pelle umana – appare spesso in quantità maggiore nelle persone con Parkinson.

Secondo gli autori dello studio, questi cambiamenti nel lievito e nelle popolazioni batteriche possono alterare la microflora e la fisiologia della pelle in modi che sono “altamente specifici” per la malattia di Parkinson.

Questi risultati aprono la porta a un modo completamente nuovo di affrontare la diagnosi della malattia di Parkinson; potrebbero anche offrire nuove informazioni su come la condizione progredisce.

New website's coming soon, leave your email to be updated