Un Robot sarebbe in grado di allenare alcuni movimenti involontari dei parkinsoniani

Un Robot sarebbe in grado di allenare alcuni movimenti involontari dei parkinsoniani

Problema critico per i malati di Parkinson sono le frequenti cadute, causate dai problemi motori e in particolare il freezing della marcia, il tasso di caduta in un parkinsoniano è doppio rispetto a quello dei pari età.

Dario Martelli, il nostro robot può applicare una forza in qualsiasi direzione dello spazio sul centro di massa del corpo: il bacino.

È molto importante quindi cercare di migliorare il loro equilibrio, in modo da migliorare la loro qualità della vita.

A tale scopo viene stabilita la giusta combinazione di terapia farmacologica, fisioterapia, DBS e terapia AMPS.

Dario Martelli, ricercatore al Dipartimento di riabilitazione e medicina rigenerativa della Columbia University di New York, spiega:

“I farmaci come la levodopa curano molti sintomi del Parkinson, ma non l’equilibrio durante il cammino. Probabilmente perché, come sostengono diversi scienziati, il controllo dell’equilibrio avviene per vie extra-dopaminergiche. Ecco perché abbiamo pensato che servisse un nuovo tipo di approccio”

Il dott. Martelli è l’autore principale di uno studio pubblicato su Scientific Reports nel quale è stato dimostrato come un robot “allenatore” riesca a migliorare l’equilibrio dei parkinsoniani.

“Il nostro robot TPAD (Tethered Pelvic Assist Device) tramite una serie di cavi azionati da motori può applicare una forza in qualsiasi direzione dello spazio sul centro di massa del corpo: il bacino. L’idea è di utilizzare queste spinte per modificare il cammino o la postura del soggetto”

Fiositerapia per i movimenti volontari e robot “allenatore” per quelli involontari

La fisioterapia serve per “allenare” i movimenti volontari, mentre l’equilibrio rientra tra i movimenti involontari, cioè non pensi a ciò che stai facendo.

Questo robot darebbe delle perturbazioni al soggetto mentre cammina, così da allenarlo proprio in questi movimenti involontari.

Il dott. Dario Martelli assieme a Sunil Agrawal, direttore del Dipartimento di riablitazione della Columbia University, aveva già pubblicato su Science Robotics uno studio che mostra come lo stesso robot TPAD riuscisse a migliorare la postura a bambini affetti da paralisi cerebrale.

“Il problema di questi bambini è il cosiddetto “crouch gait”: non riescono a usare correttamente i muscoli estensori delle gambe mentre camminano. Il nostro robot li forza a farlo: abbiamo osservato che dopo un mese di allenamento la loro andatura diventa più naturale”.

Vista la criticità delle malattie, il dott. Martelli ci tiene a non dare false speranze e sottolinea come questi due studi siano solo preliminari.

“Dopo una sessione di un’ora con il robot, abbiamo visto che i soggetti parkinsoniani miglioravano la loro andatura, esibendo una maggiore lunghezza del passo e un migliore equilibrio. L’effetto, però, non dura più di dieci minuti. Ci auspichiamo che un allenamento di almeno un mese possa aumentare la durata del miglioramento, magari fino a cronicizzarlo: ma questo è ancora tutto