Come affrontare l’estate con la Malattia di Parkinson

Come affrontare l’estate con la Malattia di Parkinson

Sono molte le persone colpite da Parkinson in tutto il mondo e il numero di parkinsoniani inoltre è destinato ad aumentare ancora.

Pietro Cortelli, ordinario di neurologia presso il dipartimento di scienze biomediche e neuro-motorie (Dibinem) Alma mater studiorum, Università di Bologna – Ircss Istituto delle scienze neurologiche di Bologna ospedale Bellaria, dichiara:

“Oggi il Parkinson colpisce circa il 3 per mille della popolazione generale, circa l’1 per cento di quella sopra i 65 anni. Nel nostro Paese i malati sono circa 300 mila, per lo più uomini (1,5 volte in più rispetto alle donne) e con età d’esordio compresa fra i 59 e i 62 anni. Come Società italiana di neurologia (Sin) e Accademia Limpe DisMov riteniamo sia molto importante dare il nostro contributo attraverso una serie di consigli utili per aiutare i pazienti ad affrontare al meglio questi mesi estivi”.

Un costante allenamento aiuta a mantenere i muscoli attivi

I disturbi della malattia di Parkinson coinvolgono principalmente gli aspetti motori, uno dei problemi più grandi è il cammino che risulta molto rallentato e alcuni pazienti presentano difficoltà nel cominciare a camminare, ossia soffre di blocchi motori chiamati Freezing.

Questi pazienti necessitano di un costante allenamento, circa 20 minuti al giorno, composto da riscaldamento e allungamento, così da risvegliare facilmente e velocemente i muscoli.

Nicola Modugno, responsabile del centro Parkinson dell’istituto neurologico Mediterraneo Neuromed di Pozzilli (Isernia), a tal proposito dichiara:

“Mantenere alcune abitudini giornaliere può essere utile per aiutare il cervello a preservare la gestione di alcuni automatismi. Ad esempio, rispettare la cadenza dei pasti giornalieri: non è importante mantenere un orario fisso, ma curare la regolarità. Altrettanto importante è avere uno spazio della giornata dedicato all’attività fisica all’aria aperta: è utile ricordare che la fascia mattutina dalle 7.00 alle 11.00 e quella pomeridiana dalle 18.00 alla sera sono i momenti della giornata in cui è preferibile praticare delle attività fisiche e motorie”.

Come affrontare l’aumento del rischio di cadute

Con l’avanzare del Parkinson e il conseguente peggioramento dei disturbi aumenta il rischio di cadere, soprattutto nei mesi caldi, sia per la stanchezza, sia per la paura di cadere. Infatti il paziente per paura di una possibile caduta adotta tecniche difensive che al contrario possono portare incontro a sgradevoli incidenti.

Un programma di riabilitazione motoria, come quello offerto da Ermitage Medical Hotel, soprattutto nei periodi maggiormente critici del Parkinson quando aumenta cioè il rischio di cadute, aiuta a diminuire questo pericolo e può aiutare a difendersi da tale pericolo, imparando a cadere.

Particolarmente consigliata è la nordic walking

Nei momenti della giornata in cui si verificano maggiori episodi di Freezing si consiglia di utilizzare un deambulatore: particolarmente raccomandati sono i bastoncini da trekking o nordic walking che, oltre ad aiutare il paziente a rimanere in equilibrio, permettono di allenarsi mantenendo attivo il tono muscolare e aumentando di conseguenza la capacità fisica e il grado di allenamento rispetto alla semplice camminata di circa il 20 per cento.

Stitichezza e stipsi

Altri problemi tipici dei parkinsoniani sono la stitichezza e la stipsi conseguenze dello scarso movimento e di alcuni farmaci che vengono assunti per curare i sintomi motori.

Questi due disturbi in estate possono peggiorare a causa della disidratazione e della vita più sedentaria: è quindi importante mantenersi attivi, bere tanta acqua, circa 1,5 litri al giorno, e abbondare di frutta, verdura e cibi ricchi di fibre.

La stanchezza aumenta a causa di molti fattori:

  • gli sforzi per gestire i sintomi,
  • sonno disturbato,
  • farmaci ipotensione,
  • depressione,
  • le variazioni chimiche nel cervello.

Inoltre è importante che il paziente impari in quali momenti della giornata i farmaci hanno maggiore effetto, in modo da sfruttarli al meglio

Una dieta bilanciata per combattere i sintomi

Fondamentale è anche l’alimentazione, bisogna mantenere una dieta bilanciata e varia, sia per quanto riguarda i cibi che i metodi di cottura.

La composizione ideale sarebbe una buona parte di carboidrati, circa il 55-58%, un 20-30% di grassi e un 12-15% di proteine.

In caso si soffrisse di sudorazione abbondante è consigliato aumentare l’assunzione d’acqua a 2-3 litri di acqua al giorno, si raccomanda anche di bere un bicchiere d’acqua ogni volta che si assumono i farmaci.

Il vino è consentito, ma solo fino a 2 bicchieri al giorno, d’estate meglio bianco e fresco. Sconsigliati invece i superalcolici, che si raccomanda di eliminare completamente o cercare di limitare il più possibile. Sì a caffè e thè.

Mantenersi attivi accresce il benessere fisico e mentale.

Molti pazienti affermano che arrivare stanchi la sera per le attività svolte, piuttosto che per l’ipotensione e l’apatia, accresce il senso di benessere. Per questo motivo è anche consigliabile andare a fare una camminata prima di dormire.

Chi invece ha un livello di disabilità più elevato deve regolare l’attività in base alle proprie possibilità, programmando passeggiate di una lunghezza tale da non affaticarsi troppo e con frequenti pause.

I pazienti invece che non hanno modo di muoversi con le proprie gambe devono essere portati spesso all’aria aperta, in mezzo alle altre persone.

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