I parkinsoniani dell’Associazione Parkinsoniani Pavesi si mette in gioco

I parkinsoniani dell’Associazione Parkinsoniani Pavesi si mette in gioco

L’Associazione Parkinsoniani pavesi per i suoi 20 anni ha organizzato una serata, svoltasi al teatro Fraschini domenica 24 settembre, nella quale i malati di Parkinson sono saliti sul palco assieme agli attori della Compagnia dialettale pavese per reinterpretare la commedia “La fèra d’i oh-bèi, oh-bèi!”, riveduta e corretta per l’occasione.

La sfida contro il Parkinson

Doriana Calvi, presidente della compagnia, spiega come la storica compagnia dialettale dell’oratorio dei Salesiani, nata nel 1959 con Cesare Volta in oratorio e rinata nel 1997, abbia raccolto questa sfida per poter coinvolgere anche i malati.

«Siamo orgogliosi. Siamo riusciti a portare con noi sul palco, insieme agli attori, anche i malati di Parkinson dell’associazione, che hanno recitato con gli attori della compagnia».

Recitare per aumentare la confidenza in sé stessi

I parkinsoniani e gli attori della compagnia si sono esercitati assieme per un mese prima del debutto. Giorgia Frigerio dell’associazione Parkinsoniani che conta 250 soci attivi, parla di un nuovo progetto riguardante proprio il teatro, con lo scopo di far sentire più a loro agio i malati di Parkinson.

«È stato un esperimento in vista dell’inizio di un laboratorio di teatro. I nostri malati si stanno avvicinando a questa pratica per sconfiggere la vergogna del non movimento e del troppo movimento corporale e la Compagnia dialettale subito ha accettato di aiutarci».

“Siamo con lui” il coro dell’Associazione Parkinsoniana Pavese

L’associazione ha già avviato attività riguardo il canto, che aiuta la disfunzione della voce e migliora il controllo respiratorio, sul palcoscenico infatti c’era anche il coro dell’associazione “Siamo con lui” che ha cantato i successi dei Pooh e di Lucio Battisti.

«La musicoterapia è attualmente l’attività che va per la maggiore e ha una serie di plus dal punto di vista clinico: permette di migliorare la deglutizione, la respirazione ed essendo un’attività di gruppo è importante dal punto di vista psicologico per i malati che tendono a isolarsi: si spronano a vicenda».

Il coro quest’anno ha iniziato le lezioni due settimane in anticipo, proprio in vista dello spettacolo svoltosi settimana scorsa. Il coro riunisce i gruppi di Pavia, Vigevano e Voghera, 35 soci che fanno lezione tutto l’anno. Piero Domenico Gandolfi presidente dei Parkinsoniani da aprile spiega:

«All’inizio c’è sempre la paura, la vergogna, ma cantando, provando a ballare, ora anche con il teatro, noi malati di Parkinson acquistiamo fiducia: la malattia va di pari passo alla depressione, tanti tendono a isolarsi, ci si sente “non come gli altri”.

Fare attività ricreativa insieme, in gruppo, sorridere un po’ di più ci consente di credere in noi stessi. Ho visto persone stonatissime che grazie alla nostra insegnante Roberta Mori hanno trovato la nota. E cantare ci permette di evitare che le corde vocali diventino rigide».

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