In Downhill contro il Parkinson: Maldaceva Vs Parkinson, uno a zero.

In Downhill contro il Parkinson: Maldaceva Vs Parkinson, uno a zero.

Giulio Maldacea ha 45 anni, ha il Parkinson giovanile da dieci anni e quest’estate è riuscito a prendersi una rivincita sulla sua malattia grazie al downhill.

Downhill disciplina ciclistica adrenalinica

Il Downhill (DH) è una disciplina ciclistica (ma anche sciistica) che consiste nel percorre una pista lunga dai 2 ai 5 km composta da discese molto ripide con ostacoli naturali o artificiali, come salti, gradoni alti anche più metri e sezioni sconnesse di rocce e radici. Questa disciplina rientra nell’ambito gravity, visto che si basa sulla propulsione della forza di gravità.

Parkinson Giovanile in Italia

In Italia i giovani colpiti da Parkinson sono circa 60mila e sono in continuo aumento. Per aumentare la consapevolezza riguardo questa malattia e per dare conforto a chi ne ha fatto Maldacea ha creato una onlus ad hoc che si chiama «We are Parky» (www.weareparky.org).

Maldacea Vs Parkinson

Maldacea è un amante dell’adrenalina, ha fatto sempre molto sport e tra i suoi sport preferiti c’è proprio il downhill.

«Il Parkinson ha cercato di darmi una calmata, ma non ci è riuscito del tutto. Da qualche tempo seguo una nuova terapia che mi ha restituito un minimo di forza fisica e di coordinamento muscolare».

La nuova avventura
Molte persone accanto a lui erano contrarie, ma Maldacea non si è dato per vinto e ha contattato Rolando Galli, il fondatore di Abetone Gravity Park, il quale si è messo all’opera per poter realizzare il desiderio di Maldacea.

«Con una gentilezza e una disponibilità che veramente mi hanno colpito. Certo, quando mi hanno visto erano un po’ perplessi, ma alla fine sono riuscito a convincerli.»

Un po’ di paura iniziale e poi via a capofitto contro il Parkinson
Tuttavia Maldacea racconta che quando si trovava sull’ovovia per salire verso la discesa, ha avuto un po’ di paura, perché a causa del Parkinson muove peggio una parte del corpo rispetto l’altra. Ma non si è fatto scoraggiare e l’attimo è passato.

«Ma la voglia di provarci era davvero troppo forte. Con l’aiuto di Graziano dell’Abetone Gravity Team abbiamo cercato delle soluzioni tecniche che potessero compensare il fatto che muovo una parte del corpo peggio dell’altra e i risultati sono stati buoni: sono caduto soltanto due volte facendo anche dei passaggi che, secondo Graziano, sono piuttosto impegnativi».

Un finale emozionante

Il momento più bello è stata la fine, la soddisfazione di aver concluso questa splendida avvenuta con successo. Rolando Galli racconta come fossero tutti commossi:

«A fine pista eravamo tutti commossi perché in qualche modo avevamo contribuito a realizzare il sogno di Giulio: ci siamo ritrovati tutti insieme con gli occhi lucidi. Una sensazione che non scorderò».

Maldacea si è sentito potente, forte, era riuscito a mettere la sua malattia in un angolino:

«Ho avuto l’impressione di aver dato uno smacco al Parkinson. Ho realizzato un video di questa esperienza e adesso scriverò un articolo per cercare di far capire a tutti i giovani malati di Parkinson che ci sono delle sfide che possiamo vincere: certo non tutti devono fare le pazzie che faccio io. Ma l’importante è non arrendersi».

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