Cellule staminali e Parkinson, primi studi clinici nel mondo.

Cellule staminali e Parkinson, primi studi clinici nel mondo.

Per la prima volta al mondo, i chirurghi della città cinese di Zhengzhou stanno progettando di iniettare cellule staminali derivate da embrioni umani (embryonic stem cells, ESC) nel cervello di pazienti con malattia di Parkinson allo scopo di curarne i sintomi.

Le cellule staminali: grande potenziale

Mentre in Australia sono già stati testati trattamenti simili su pazienti con Parkinson, questi studi sono basati su cellule prelevate da ovuli che sono state divise prima che fossero fecondate così evitare eventuali questioni etiche.

Le cellule staminali sono un po’ come un foglio bianco sul quale è ancora possibile scrivere qualsiasi cosa. Se riavvolgi l’orologio di tutti i tessuti del corpo, le cellule diventeranno sempre meno specializzate, finché non rimarrà che una sola cellula con grandi potenzialità di diventare quasi qualsiasi cosa.

Gli ovuli divisi sono sottoposti a diversi trattamenti per stimolare lo sviluppo di cellule sostitutive che potrebbero essere utili nel trattare la patologia del paziente.

Come verranno utilizzate le cellule staminali

I sintomi della malattia di Parkinson sono in gran parte causati da una perdita di tessuto nervoso del cervello in un’area chiamata gangli della base.

Perdere quelle cellule comporta una perdita di un neurotrasmettitore chiamato dopamina e la sua mancanza porta a una minore capacità di controllo sugli impulsi nervosi provocando disturbi nel movimento.

Trasformando le cellule embrionali in cellule che possano svilupparsi nei tessuti che sono stati deteriorati – come i precursori ai neuroni che possono produrre la dopamina – e poi iniettandole nell’area di interesse, i ricercatori sperano di migliorare le funzioni perse.

Non tutti gli scienziati sono fiduciosi del successo delle ricerche

Non tutti sono convinti del successo di studi come quelle in Cina e l’anno scorso in Australia.

Un biologo di cellule staminali dell’Istituto di ricerca di Scripps in California, il Dottor Jeanne Loring, crede che la cellula utilizzata in entrambi gli studi clinici della malattia di Parkinson non si svilupperà abbastanza per ottenere i risultati attesi.

Infatti ha affermato a David Cyranoski di Nature.

“Non sapere cosa diventeranno le cellule è preoccupante”

Il team cinese continua ad avere speranza nello studio

Ma il team di ricercatori in Cina rimane fiducioso della loro decisione.

Il Dott. Qi Zhou dell’Istituto di Zoologia di Scienze delle Scienze Cinesi di Pechino è lo specialista delle cellule staminali che conduce entrambi i gruppi di studi ESC e dice che quattro anni di sperimentazioni sugli animali condotte su scimmie hanno finora mostrato risultati promettenti.

“Abbiamo tutti i dati dell’imaging, i dati comportamentali e quelli molecolari per supportare l’efficacia”.

Attenta selezione dei soggetti coinvolti nella ricerca

Il Dottor Zhou afferma inoltre che la squadra che ha condotto lo studio sul Parkinson è stata alquanto selettiva nello scegliere i soggetti da sottoporre al trattamento, scegliendo pazienti che avessero basse possibilità di rigettare le cellule embrionali.

Regolamentazioni più restrittive per le cliniche che offrono trattamenti delle cellule staminali senza un controllo adeguato.

Nel 2015, la Cina ha introdotto nuove regolamentazioni più restrittive per affrontare il crescente problema delle “cliniche truffe” che offrono trattamenti delle cellule staminali senza un controllo adeguato, rendendo difficile valutare la sicurezza o anche i tipi di cellule utilizzate nei trattamenti.

Le modifiche mirano a migliorare l’etica e la sicurezza dei trattamenti delle cellule staminali, imponendo l’uso di cellule attraverso un ente di regolamentazione, garantendo il consenso del paziente informato e consentendo trattamenti solo tramite ospedali autorizzati.

Il tempo dirà se le norme possono essere applicate, ma per i ricercatori, le modifiche sono positive.

Il dottore Pei Xuetao ricercatore coinvolto negli studi delle cellule staminali ha dichiarato a Nature:

“Sarà una nuova importante direzione per la Cina”

Se i risultati saranno così buoni come negli studi condotti in Australia e come prevedono, la ricerca potrebbe anche sancire nuovi standard per il mondo.