App per smartphone per controllare l’andamento del Parkinson

App per smartphone per controllare l’andamento del Parkinson

La malattia di Parkinson provoca ampie fluttuazioni nel corso della giornata, che rendono difficile tenere sotto controllo la progressione della malattia e di conseguenza, regolare il trattamento.

Alcuni ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, guidati da Suchi Saria, hanno condotto uno studio sulla possibilità di monitorare l’andamento della malattia attraverso software e tecnologia degli smartphone, riportando risultati molto interessanti sulle pagine del JAMA Neurology.

Parrebbe infatti che lo smartphone potrebbe essere usato come nuovo strumento per migliorare l’assistenza clinica e sviluppare nuovi farmaci.

Lo svolgimento dello studio sulla possibilità di monitorare l’andamento della malattia attraverso software e tecnologia degli smartphone.

Allo studio hanno partecipato 129 persone parkinsoniane le quali sono state dotate di un’app (HopkinsPD per android e mPower per iOS) in grado di controllare la gravità della malattia nel tempo e che, durante il corso della giornata, hanno dovuto completare una serie di attività.

I dati raccolti (voce, tocco delle dita, il camminare, l’equilibrio e il tempo di reazione), per un totale di 6148 valutazioni, hanno permesso ai medici di avere una visione più ampia e dettagliata della condizione del paziente, rispetto alle visite fatte ogni tot mesi.

Per l’analisi dei dati è stato utilizzato un algoritmo di apprendimento automatico che forniva un punteggio variabile da 1 a 100, dove maggiore era il valore maggiore era la gravità del Parkinson.

I pazienti dell’Università di Rochester

Allo studio hanno anche partecipato 58 pazienti Parkinson della clinica del Medical Center dell’Università di Rochester (URMC), i pazienti non solo hanno completato i compiti nell’applicazione, ma hanno continuato a tenere le loro visite periodiche presso un neurologo sottoponendosi a valutazione clinica standard.

Queste misurazioni sono state in grado di rilevare che ciò che aveva rilevato l’applicazione corrispondeva a quanto avessero osservato i medici nella clinica.

Il dottor Christopher Tarolli, neurologo presso l’URMC e coautore dello studio, ha infatti dichiarato:

“La capacità di monitorare i pazienti più frequentemente, monitorare in modo più accurato i sintomi e la progressione della malattia e monitorare l’impatto di esercizio fisico, sonno, farmaci e i loro effetti collaterali, ha il potenziale per trasformare il modo in cui trattiamo la malattia di Parkinson. “

Utilizzare questa tecnologia per monitorare la malattia potrebbe essere una grande svolta sia negli studi clinici, permettendo di osservare in tempo reale l’impatto del trattamento, sia nel controllo dell’avanzamento della patologia.