Alzheimer e Parkinson potrebbero avere meccanismi comuni

Alzheimer e Parkinson potrebbero avere meccanismi comuni

Recentemente è stata scoperta quella che potrebbe essere la vera causa dell’ Alzheimer. Finora infatti sembrava che nascesse nell’area del cervello dedicata alla memoria, ma sembra invece che l’origine sia in una regione che produce l’ormone.

Questa ipotesi è stata avanzata da uno studio condotto dalla Fondazione Santa Lucia, dall’Università Campus Bio-Medico di Roma e dal Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR).

L’ippocampo nella malattia di Alzheimer

Da decenni la ricerca su tale patologia si era concentrata sull’ippocampo, area in cui ha sede la memoria.

I ricercatori hanno ipotizzato che quest’area del cervello, perda la capacità di gestire la dopamina portando quindi difficoltà nella memoria, la cui perdita rappresenta uno dei primi e maggiormente evidenti sintomi.

Ricerca spostata su una nuova regione

La nuova ricerca si è invece concentrata su una nuova regione, poco studiata ancora, l’area tegmentale ventrale (VTA), i cui neuroni rilasciano dopamina in diverse aree del cervello, tra le quali l’ippocampo.

Chi soffre di Alzheimer subirebbe un’alterazione di questi neuroni, che porterebbero poi a un mal funzionamento dell’ippocampo.

La dottoressa Annalisa Nobili, prima autrice dello studio, racconta:

«Questo ci ha indotto a ipotizzare che il decadimento cognitivo legato alla malattia di Alzheimer non dipenda da una degenerazione dell’ippocampo, bensì dal fatto che all’ippocampo non arrivi dopamina nella quantità giusta e necessaria, essendo cominciata la degenerazione dell’area tegmentale ventrale».

Ricerca di maggiori conferme

Per confermare le ipotesi i ricercatori hanno quindi somministrato un precursore di dopamina (levodopa) o una sostanza che ne contrastasse la degradazione (la selegilina), ad alcuni topi affetti da Alzheimer e quello che hanno notato è un completo recupero della memoria.

La Levodopa nel Parkinson

La levodopa viene usata nelle ultime fasi del Parkinson, a causa della tossicità e degli effetti collaterali del farmaco.

Infatti, il dottor Marcello D’Amelio, professore di fisiologia umana del Campus Bio-Medico di Roma e direttore del Laboratorio di neuroscienze molecolari della Fondazione Santa Lucia Irccs, spiega:

«Per questo motivo lo studio non ipotizza in alcun modo un uso terapeutico della dopamina. Il risultato importante è un altro: questa ricerca sposta l’attenzione sulla VTA e il suo difetto di produzione di dopamina, rispetto al quale concentrarsi sull’ippocampo potrebbe significare guardare a un effetto del processo degenerativo anziché alla vera causa».

Depressione uno dei primi sintomi dell’Alzheimer

La VTA rilascia anche dopamina al nucleo accumbens, che è responsabile della motivazione.

Una mancanza di dopamina in quest’area può provocare depressione, che rappresenta uno dei sintomi precoci dell’Alzheimer, talvolta prim’ancora della perdita di memoria.

Somiglianza tra Alzheimer e Parkinson

Ciò ha portato a pensare che ci sia un punto in comune tra Alzheimer e Parkinson.

Infatti entrambe presentano sintomi causati da carenza di dopamina, nel primo caso questa mancanza provoca disturbi della memoria e motivazione, nel caso del Parkinson invece provoca disturbi del movimento.

Tuttavia, si può notare come nell’Alzheimer avanzato si presentino disturbi motori tipici al Parkinson. Nel Parkinson avanzato talvolta si presenta la demenza tipica dell’Alzheimer.

Il professore D’Amelio per tanto conclude:

«Sulla base dei dati raccolti con il nostro studio ci sembra a questo punto lecito chiedersi quale meccanismo possa accomunare le fasi iniziali della malattia di Alzheimer e di Parkinson nella degenerazione dei neuroni dopaminergici della VTA e della sostanza nera».

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